Audit sul Modello Organizzativo Privacy – MOP e sull’analisi dei rischi

Perchè

La documentazione descrittiva che compone un Sistema di gestione privacy è formata da vari documenti, alcuni richiesti in modo vincolante dalla normativa (es. registro dei trattamenti, analisi dei rischi) ed altri introdotti dal Sistema di gestione (procedure ed istruzioni). Per le realtà più complesse è utile introdurre anche un documento che contiene o richiama la documentazione descrittiva: il documento è noto come “Modello organizzativo privacy” (MOP).

In sintesi, la finalità di un MOP è quella di documentare:

  • come viene garantita la conformità alla normativa privacy
  • come i vari sistemi di gestione presenti in azienda e le normative vincolati sono integrate con il sistema di gestione della protezione dei dati personali
  • le motivazioni alla base delle scelte aziendali compiute dal Titolare del trattamento in materia di protezione dei dati
  • come sono ridotti i rischi a cui è esposta un’Organizzazione grazie alla analisi dei rischi
  • quali sono le procedure da applicare per proteggere i dati personali trattati

Ed infine, come risultato derivato da quanto sopra: proteggere l’immagine e la reputazione dell’Organizzazione.

Tra le normative cogenti o riferite a sistemi di gestione volontari, non vanno dimenticate, nella misura in cui sono applicabili al contesto dell’Organizzazione:  Responsabilità amministrativa di impresa (D.lgs 231/2001), Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro D.lgs 81/2008, Sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (ISO/IEC 27001:2013 e normative collegate della famiglia ISO/IEC 27000 come la ISO/IEC 27701:2019), Sistema di gestione della qualità (UNI EN ISO 9011:2015), Sistema di gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavori (UNI ISO 45001:2018).

Il documento, proprio per i richiami alla documentazione aziendale predisposta si presta, in modo ottimale, per candidarsi a criterio di audit. La finalità di tale audit è quella di verificare, con le tecniche a campione tipiche di questo strumento:

  • la conformità alla normativa ed alle procedure che sono richiamate o parte integrante del MOP
  • l’efficacia della applicazione di tali procedure
  • il livello di applicazione delle misure previste dalla analisi dei rischi e lo stato di presa in carico di quelle pianificate.

Per quanto riguarda la parte di audit relativi alla conformità legislativa il tema è ulteriormente approfondito nella sezione dedicata nel sito.

Parte integrante di questo audit è quello relativo alla verifica sull’applicazione dell’analisi dei rischi e delle misure applicate. Si tratta di un documento a carattere riservato e di cui spesso si trascura la necessità di effettuare verifiche mirate in tal senso. L’importanza della verifica di tali misure è una significativa misura di accountability e prende in carico anche quanto previsto dall’Art. 32 del REG. EU 2016/679 quando recita “… mettono in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, che comprendono, tra le altre, se del caso…d) una procedura per testare, verificare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure tecniche e organizzative al fine di garantire la sicurezza del trattamento.”

Per approfondire la competenza di Consultia sul tema si veda anche la pubblicazione ! Modello Organizzativo Privacy – Mop” di Perego Monica, Persi Simona, Ponti Chiara – Giuffrè, 2020.

contesto

Nel caso in cui un’Organizzazione disponesse di un MOP o di un documento assimilabile, dovrebbe considerare tale documento come un possibile criterio di audit, unitamente all’analisi dei rischi. Tale tipo di audit si presta ad essere pianificato ed eseguito in tutte le organizzazioni che possiedono tale modello o in quelle che vorrebbero valutare l’applicazione del MOP ed hanno esigenza di comprendere meglio le finalità e la struttura del documento stesso. Inoltre, questo tipo di audit, limitandosi al criterio della analisi dei rischi, dovrebbe essere oggetto di valutazione in tutte le organizzazioni, indipendentemente dalla loro complessità e dimensioni, considerando che l’analisi dei rischi è una misura prevista dal REG: EU 2016/679 a prescindere dal contesto specifico. Tale tipo di audit è ancora più rilevante in organizzazioni che hanno predisposto, per specifici trattamenti anche una Privacy Impact Assessment e quindi da considerare con un livello di esposizione ai rischi ancora più marcata.

dettagli

Dato che uno degli elementi caratterizzanti di questo audit è la verifica sull’analisi dei rischi, si ritiene importante dettagliare questo aspetto. Anzitutto, va verificata la metodologia applicata e questo comporta una valutazione che consideri se:

  • l’analisi dei rischi è stata effettuata nel rispetto della metodologia definita
  • tale metodologia è adeguata al contesto nel quale opera l’Organizzazione.

Per quanto riguarda l’analisi dei rischi, in fase di audit deve essere valutato, ovviamente considerando che tali analisi si effettuano sempre ricorrendo al campionamento, se:

  • l’analisi dei rischi ha debitamente considerato il contesto nel quale opera l’Organizzazione
  • i rischi considerati sono realmente presenti ed al contempo non sono stati omessi rischi reali o potenziali che possono minare la fiducia nelle capacità dell’Organizzazione di garantire il corretto trattamento dei dati personali
  • sono oggettive e documentate le motivazioni che hanno portato ad individuare i valori di probabilità, gravità e rilevabilità assegnati ai rischi individuati
  • sono stati eliminati rischi non più presenti nell’Organizzazione (è stata eliminata la fonte del rischio)
  • laddove è necessario o opportuno effettuare una Privacy Impact Assessment si è proceduto in tal senso.

Per quanto concerne le misure di mitigazione definite che l’Organizzazione dichiara di applicare, deve essere approfondito se:

  • le misure indicate sono applicate
  • tali misure sono efficaci ed efficienti per ridurre la probabilità o la gravità dei rischi considerati ed eventualmente contribuiscono ad aumentare il livello di rilevabilità.

Per le misure di mitigazione che l’Organizzazione ha pianificato di mettere in campo, ma non sono state ancora applicate, deve essere valutato se:

  • i criteri con i quali sono state assegnate le priorità a tali misure sono stati valutati nell’ambito del rapporto costi-benefici ed è stata data la priorità a quelle misure che riducono i rischi di mancato rispetto della normativa
  • per le misure da mettere in atto nel breve-medio periodo sono stati definiti i piani di attuazione
  • a tali piani viene dato seguito secondo la tempistica definita ed approvata dal Titolare ed eventualmente dal DPO.

esempi

Diverse Organizzazioni ci hanno chiesto questo tipo di audit. Tra le tante:

  • Organizzazione con un numero molto rilevante di dipendenti e con un elevato turn-over aziendale, operante nell’ambito dei servizi all’impresa, ci è stato chiesto di predisporre il MOP. L’occasione ha permesso di mettere a punto una serie di procedure afferenti all’area HR fino a quel momento trascurate, nonostante il numero elevato di collaboratori presenti in azienda ed un turno-over decisamente superiore alla media del settore. Tra queste quelle relative a: assunzione di un nuovo dipendente, cambiamento di mansione, gestione delle lunghe assenze di un dipendente (aspettativa, distacco presso un Cliente), introduzione di nuove banche dati contenenti dati personali di nuove tipologie (che comporta la modifica dei profili di autorizzazione e del-le operazioni consentite all’autorizzato), introduzione di nuove tecnologie o sistemi per il trattamento dei dati personali , cessazione del rapporto di lavoro. Tali procedure sono state considerate “misure di Mitigazione dei rischi”. A seguito della documentazione delle procedure, la formazione del personale e l’aggiornamento della analisi dei rischi, è stato pianificato ed eseguito un audit per verificare il rispetto di quanto definito con un approfondimento specifico per l’area delle HR.
  • Organizzazione che si occupa della gestione di un sito per la prenotazione di pellegrinaggi di carattere religioso. Nel corso dell’audit espressamente richiesto sulla analisi dei rischi, sono emersi dei rischi non considerati come il caso di furto dei dati personali degli utenti del sito, anche a scopi di ricatto, interruzione temporanea sito web, mancanza delle condizioni di uso dello stesso, ecc. A seguito del rapporto di audit sono state definite e messe in atto ulteriori misure di mitigazione e ripensato in modo completo la procedura per la gestione della comunicazione con l’utente del sito. L’obiettivo non era solo quello di favorire la sicurezza dei dati degli utenti ma anche di ridurre l’esposizione a rischio con conseguenze di tipo civile (eventuali richieste di risarcimento danni) a cui si aggiunge il danno di reputazionale.

organizzazione

Come per tutti gli audit è necessario che, anche questo, sia eseguito da una risorsa indipendente e qualificata. La preparazione all’audit consiste nell’approfondimento dei contenuti del MOP e dei documenti ad esso collegati. Infatti, tra gli aspetti fondamentali da considerare nel corso di un audit sul MOP, non possono essere dimenticati: l’analisi dei rischi e la metodologia applicata, le misure di mitigazione definite e quelle pianificare per ridurre l’impatto dei rischi residuali, le procedure referenziate o che sono parte integrante del MOP, lo stato di presa in carico delle azioni definite (obiettivi) e più in generale documenti relativi al sistema di gestione integrato anche con altri sistemi di gestione basati su norme cogenti e/o volontarie presenti nell’Organizzazione.

Nel corso dell’audit va indagato il livello di adeguatezza della documentazione e l’applicazione della stessa. I rilievi emersi possono essere ricondotti al non rispetto della normativa, e per tanto oggetto di uno specifico approfondimento, o ad applicazioni di procedure o alla necessità di ulteriormente dettagliare/integrare/correggere procedure esistenti. I rilievi potrebbero anche essere originati dal lacune, più o meno critiche, nei confronti di quanto riscontrato in campo, rispetto a quanto dichiarato, relativamente alla analisi dei rischi.

 

Anche in questo caso al termine dell’audit viene rilasciato un rapporto contenente i rilievi emersi, mantenendo ovviamente la necessaria riservatezza nel caso si evidenziassero carenze rispetto alla normativa applicabile. Quando richiesto dalla committenza viene anche fornito il supporto per la risoluzione delle eventuali criticità e l’individuazione di azioni correttive o di mitigazione.

Un caso dal libro

La verifica in campo dell’analisi dei rischi e delle misure di mitigazione come documentato integrativo del MOP

Case study 1 – Organizzazione: media Compagnia di Assicurazioni, Ramo Vita.

Contesto: archivio cartaceo delle polizze posto in un seminterrato dotato di bocche di lupo; lo stabile è posto a fianco di un fiume di una media cittadina italiana.

Lo stabile è dotato del Certificato Prevenzione Incendi e nel locale seminterrato sono presenti degli splinkler che si attivano al raggiungimento di una determinata temperatura, l’impianto è collaudato e regolarmente verificato.

Rischio: perdita o danneggiamento dell’archivio polizze.

Eventi: tra molti eventi che possono portare alla distruzione o al danneggiamento dell’archivio sono stati individuati, nell’Analisi dei rischi, i seguenti:

Evento 1 Il vicino fiume esonda con conseguente allagamento del seminterrato dove è collocato l’archivio.

Misura applicata: nessuna.

Misure possibili:

  • sacchi di sabbia per chiudere le bocche di lupo, al bisogno
  • chiusura ermentica delle bocche di lupo
  • trasferimento dell’archivio in località esente dall’evento di allagamento (ad esempio trasloco nella zona collinare della città).

Conseguenza dell’Evento: perdita dei dati in quanto l’acqua/fango danneggia, anche in modo irreversibile, il supporto cartaceo.

Evento 2 Incendio al locale seminterrato dove è collocato l’archivio.

Misura applicata – impianto antincendio automatico di tipologia splinkler.

Conseguenza della misura applicata: perdita dei dati in quanto l’attivazione dell’impianto antincendio, che ricorre a getti d’acqua, danneggia il supporto cartaceo del 100% dei documenti.

Commento – In entrambi i casi l’audit dovrà valutare che quanto dichiarato corrisponda alla situazione riscontrata in campo (esempio presenza di splinkler) e l’efficacia delle misure dichiarate in relazione ai rischi che si vogliono mitigare.